Gentile Romina,
grazie della Sua mail.
Mi scusi se mi permetto, ma, da quanto scrive, Lei sembra molto giudicante nei confronti della Sua amica e dà l’impressione che vorrebbe cambiarla per far sì che la Sua amica si comporti nel modo che Lei, Romina, ritiene più giusto.
Ci sono tanti modi diversi di crescere i figli e non è detto che il proprio modo sia migliore di quello di altri. Ci sono tanti tipi diversi di depressione e tante ragioni per cui una persona può soffrirne. Anche nel caso della cosiddetta “depressione post-parto” un evento importante, il parto, si intreccia con le caratteristiche personali di quella specifica mamma e con la sua storia di vita, si inserisce in un sistema di relazioni familiari e significati, si aggiunge a debolezze e risorse già presenti: tutti questi elementi, oltre a fattori fisici e ormonali, interagiscono fra loro risultando determinanti per lo sviluppo e l’esito di un’eventuale depressione post-parto. Scelte apparentemente non ideali, come rinunciare ad allattare al seno i propri figli o demandare la loro gestione ad altri, in alcune situazioni potrebbero di fatto rappresentare il male minore: in fin dei conti la Sua amica è finora riuscita a superare diversi episodi di depressioni e sta crescendo una famiglia. Lei può non condividere alcune scelte, ma sarebbe importante che riuscisse ad astenersi dal giudicarle dall’esterno. Come mai Le provoca così tanta rabbia il comportamento che la Sua amica ha nei confronti dei propri figli? Forse può essere questa la domanda più importante da porsi e su cui riflettere. Cordiali saluti