Domenica, 07 Marzo 2021
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Salve non riesco ad esprimermi con la gente quindi sto in silenzio, poi quando mi chiedono una cosa o una mia opinione sbaglio i verbi e dico cagate, non capisco cosa sto dicendo. Ho provato ad esprimermi scrivendo anche con questo metodo non sono riuscita ad arrivare a nulla, mi da molto fastidio non riuscire ad esprimermi soprattutto perché sono una persona che pensa profondamente. NON SO COSA FARE
Caro Rahma,
esporsi nel parlare e nell’esprimersi con altri, a casa, a scuola e con gli amici, significa porsi al centro dell’attenzione e questo può non essere semplice, perché in un certo senso significa correre il rischio di fare degli errori e di subire giudizi negativi.
Possono soffrire di ansia sociale sia gli adulti che i ragazzi e questa nella maggior parte dei casi si basa sull’aver fatto esperienze negative a casa, a scuola e con gli amici. L’ansia sociale può comparire a qualsiasi età, a seguito di una esperienza traumatica (un rimprovero a scuola, una presa in giro dei compagni, una critica a casa), oppure può anche essere cresciuta gradualmente a partire da fatiche sperimentate nei legami di attaccamento di cui facciamo esperienza fin da quando siamo bambini con i genitori e le figure di riferimento.
Le convinzioni negative sono i convincimenti negativi che ciascuno di noi, a partire dai legami ed esperienze che ha vissuto, ha fatto propri; esse agiscono a volte nostro malgrado senza che noi ci accorgiamo e condizionano il nostro comportamento di tutti i giorni. Sono rigide e di natura ansiogena: guidano i nostri pensieri e le nostre emozioni.
Prova a chiederti se a volte hai pensato: “Se sbaglio, sono un incapace.”; “Se mostro incertezze, non sono all’altezza.”; “Se non sono tranquillo, non valgo.”; “Se mi dimostro in tensione, sarò un debole/fallito”; o ancora: “Non ce la farò mai”; “Non potrò mai controllare l’ansia”; “Sono impotente”. Tali convinzioni negative, come vedi, hanno a che fare con il senso del valore e dell’impotenza: chissà se hai mai vissuto e fatto esperienza a casa, a scuola o con gli amici di qualcuno che ti ha detto “non sei capace, non sei all’altezza, non vali, sei un fallito, non ce la farai…”. In caso affermativo può quindi capitarti ancora oggi, come scrivi, che per evitare di correre il rischio di esporti ancora e stare male, quindi per proteggerti, tu abbia escogitato la strategia del silenzio.
Individuare sia le possibili cause traumatiche che hanno dato origine all’ansia sociale sia le convinzioni negative può essere interessante e molto utile per approfondire la difficoltà e provare a superarle: è il primo passo da fare per capire se le difficoltà che hai ora possono nascere da una modalità di proteggerti che hai appreso in passato. Questo a volte può essere un passaggio già di per sé sufficiente, altre volte può essere la base su cui fondare un breve e focalizzato percorso di psicoterapia che ti permetta di superare definitivamente queste difficoltà.
Buona giornata.
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