Buongiorno Giulia,
grazie del Suo messaggio.
Con la quarantena la Vostra relazione, improvvisamente e inaspettatamente, è passata da una relazione in presenza ad una relazione a distanza e questo probabilmente ha fatto emergere aspetti diversi.
Da quanto scrive, sembra che il problema emerso nella fase a distanza della relazione sia come Lei si sente rispetto a lui: non adeguata, non abbastanza, non sufficientemente innamorata.
E’ possibile che questa situazione abbia riattivato altri vissuti, magari appartenenti al passato.
Si prenda un momento per stare proprio su questo pensiero “non sono adeguata” e questa sensazione fisica di “buco alla pancia” e, a occhi chiusi, a partire da queste parole e da questa sensazione fisica lasci liberamente fluire immagini, pensieri e frammenti di ricordi: Le è mai capitato di sperimentare qualcosa di simile in passato? Magari nella Sua famiglia di origine o quando era bambina, Le è mai capitato di sentire “non sono abbastanza”?
Potrebbe essere che la situazione di quarantena e distanza forzata, con tutte le fatiche e i timori che magari ha comportato, possa aver fatto da “trigger” (cioè riattivatore) di dinamiche di attaccamento passate, che magari hanno più a che fare con la Sua storia di vita passata che con la Sua relazione di coppia attuale.
Le consiglio di considerare quello che Le sta capitando come una preziosa occasione per conoscersi meglio e capire aspetti di Lei che magari finora erano rimasti più nascosti. Si dia il tempo per stare in questa confusione e notare semplicemente quali emozioni e pensieri compaiono, aspettando per il momento a prendere qualsiasi decisione importante.
Se vorrà, alcuni incontri con uno
psicoterapeuta potranno accompagnarla in questo viaggio di scoperta, per trasformare questo periodo di crisi in una preziosa opportunità di crescita.
In bocca al lupo!