Gentile Dottore,
Le scrivo per aver un consiglio da parte Sua rispetto ad una faccenda per me molto grave.
Le spiego in breve. Ieri quando sono andato a prendere a scuola mia figlia dodicenne non riuscivo a contattarla al telefono (il telefono squillava libero ma senza nessuna risposta). Dopo quasi 20 minuti di inutili tentativi mi sono diretto verso casa e vedo lei ad un angolo in compagnia di un coetaneo. Sale in macchina e mi dice che stava solo salutando un suo amico. Dubitando della sua risposta le chiedo di dirmi la verità e lei insisteva che era solo un saluto. Controllo il suo cellulare e le telefonate non risultavano (ho sospettato che le avesse cancellate). Nel frattempo è arrivato un sms da una sua amica che le chiedeva com'era andato l'incontro. A questo punto, dopo tanta insistenza da parte mia, ho perso la pazienza ed ho alzato le mani su di lei finché non ha ammesso che effettivamente si era messa assieme a questo ragazzino da qualche mese. Da quel momento ho dei rimorsi di coscienza per la violenza che ho usato, mi sono pentito, ma non posso più farci niente. Mi sono giustificato con lei che doveva dire la verità sin dall'inizio e tutto ciò non sarebbe successo (ed è la verità). Quali possono essere le conseguenze psicologiche per mia figlia e come devo comportarmi in merito alla sua faccenda sentimentale? Mi vergogno di quanto è accaduto ma non sempre prevale la freddezza ed il buon senso con i propri figli. La ringrazio per la Sua pazienza.
Cordialmente
Massimo (39 anni)