By e-mail on Martedì, 16 Aprile 2013
Posted in Psicologia
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Gentile Dottore,
Le scrivo per aver un consiglio da parte Sua rispetto ad una faccenda per me molto grave.
Le spiego in breve. Ieri quando sono andato a prendere a scuola mia figlia dodicenne non riuscivo a contattarla al telefono (il telefono squillava libero ma senza nessuna risposta). Dopo quasi 20 minuti di inutili tentativi mi sono diretto verso casa e vedo lei ad un angolo in compagnia di un coetaneo. Sale in macchina e mi dice che stava solo salutando un suo amico. Dubitando della sua risposta le chiedo di dirmi la verità e lei insisteva che era solo un saluto. Controllo il suo cellulare e le telefonate non risultavano (ho sospettato che le avesse cancellate). Nel frattempo è arrivato un sms da una sua amica che le chiedeva com'era andato l'incontro. A questo punto, dopo tanta insistenza da parte mia, ho perso la pazienza ed ho alzato le mani su di lei finché non ha ammesso che effettivamente si era messa assieme a questo ragazzino da qualche mese. Da quel momento ho dei rimorsi di coscienza per la violenza che ho usato, mi sono pentito, ma non posso più farci niente. Mi sono giustificato con lei che doveva dire la verità sin dall'inizio e tutto ciò non sarebbe successo (ed è la verità). Quali possono essere le conseguenze psicologiche per mia figlia e come devo comportarmi in merito alla sua faccenda sentimentale? Mi vergogno di quanto è accaduto ma non sempre prevale la freddezza ed il buon senso con i propri figli. La ringrazio per la Sua pazienza.
Cordialmente

Massimo (39 anni)
Gentile Massimo,
grazie della Sua sofferta mail.
Lei sembra sinceramente pentito di quanto accaduto e quello che scrive dimostra quanto Lei ci tenga a Sua figlia e sia disposto a mettersi personalmente in discussione. Sotto l’aspetto psicologico sarebbe interessante capire meglio come mai Lei in quella specifica situazione ha perso la pazienza, arrivando ad avere una reazione di cui poi si è pentito. Cosa significa per Lei alzare le mani su Sua figlia? Era la prima volta che Le succedeva? La mamma (se presente) che ruolo assume in questi frangenti? E che emozioni suscita in Lei sapere che Sua figlia di soli dodici anni ha già un ragazzino? Forse alcuni colloqui con uno psicologo servirebbero ad aiutarla a mettere meglio a fuoco cosa è successo e perché, evitando il rischio che situazioni di questo tipo possano ripetersi. Potrebbe essere il modo migliore di prendersi cura del Suo essere genitore, salvaguardando il benessere e la serenità di Sua figlia.
Sotto l’aspetto educativo invece è importante che non venga considerato un problema il fatto che Sua figlia stia iniziando a vivere una prima "relazione sentimentale" con un suo coetaneo. Non c'è niente di male in questo ed è anzi importante che i genitori possano favorire un dialogo anche su questi temi, innanzitutto trasmettendo valori e poi ponendo anche regole e limiti dove necessario.
Cordiali saluti e in bocca al lupo
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circa 13 anni fa
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