Cercherò di essere breve, anche se temo di essere un caso complesso. Mi sento come intrappolata in una vita che non mi appartiene. Ho come l'impressione di aver fatto tutto perché andava fatto, per compiacere qualcuno, perché non avevo io stessa idea di cosa fosse meglio per me. Dopo anni di sacrifici mi sento una fallita.
La mia situazione vista dall'esterno appare idilliaca: 27 anni, sposata con l'unico e solo fidanzatino della mia vita dopo 10 anni passati insieme tra convivenze, abbandoni, lunghi periodi di lontananza e un mare di incomprensioni, ma sempre guidati da una forza magnetica che ci tiene uniti e ci fa sentire l'uno la metà dell'altra. Studi portati a termine con successo, specializzazioni all'estero, ed anche mio marito, a soli trent'anni un accademico promettente. Viaggi, città sempre nuove, un futuro brillante dinanzi. Eppure io mi sento un nulla. Sogno una vita diversa, in cui la donna che vorrei essere sia capace di liberarsi da quel macigno che mi blocca. Si, perché sento di avere una grande energia, un grande amore e delle potenzialità che non riesco a far venire fuori. Ho rapporti strani con gli altri, fatti di silenzi e parole non dette, sebbene agisca sempre candidamente. Mi sembra che la gente mi veda come una donna fortissima e mi stimi, ma non sono mai la persona più importante per nessuno (escludendo mio marito, a detta sua, e mia madre). Forse perché non so divertirmi, godermi il mio tempo, avere rapporti con gli altri senza preoccuparmi troppo di quello che pensano di me, che mi vedo sbagliata e inutile. Forse la mia infanzia in una famiglia disastrata, con un padre vedovo, risposato, incapace di fare il padre; con due fratellastri che non hanno mai amato l'idea di una nuova famiglia e non hanno mai accettato me e mia madre, sebbene mi vogliano bene. Una madre bambina che ha cresciuto 3 figli, 2 non suoi, con un marito-padre assente e che vedo ancora immatura. Ecco, forse questo potrebbe spiegare qualcosa. E potrebbe anche il fatto che mio marito sia una persona problematica con un passato altrettanto scomodo che bussa incessantemente alla nostra porta e vive nel nostro quotidiano.
Io, però, vorrei cancellare il passato e partire dalla donna che sono adesso. Voglio cambiare e canalizzare le mie energie in modo giusto. Solo che non ho il coraggio di appoggiarmi a nessuno tra quelli che mi sono vicino, né di parlare francamente del trambusto che provo interiormente. Ho paura, ma vorrei mollare tutto, cercare una nuova strada... non è facile pensare di aver passato 10 anni ad investire sul lavoro sbagliato, né sentire il dubbio di non aver goduto delle esperienza che tutti i ragazzi alla mia età hanno vissuto. È come se avessi voglia di follie, di brio, di sorrisi, leggerezza, di amicizia, di amore sconvolgente. Da dove posso incominciare? Dove si trova la forza di cambiare
Grazie del tempo che vorrete dedicarmi
RD (27 anni)