Sabato, 18 Maggio 2019
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Salve. Mi chiamo Roberto. Da anni ho gradualmente smesso di esprimere e provare qualsiasi emozione, al punto da essere divenuto glaciale in tutti gli ambiti della mia vita.
Tutti gli psicologi che ho interpellato parlano di paura nell'esprimere le emozioni. Bene, io sono arrivato al punto da non avere la minima idea di come sia concretamente fatta un'emozione, al punto da non provare nulla in nessuna circostanza, indifferentemente da quanto questa sia estrema. A complicare le cose, non ho nemmeno un milligrammo di empatia, tanto da essermi ritrovato sentimentalmente solo. E, considerato che questa situazione continua da quando avevo 18 anni (Se non prima), mi sono rassegnato all'idea della solitudine a vita, e al fatto che le poche persone che mi stanno intorno, prima o poi, si stuferanno di avere intorno una persona totalmente priva di emozioni ed empatia.
Buongiorno Roberto, grazie del Suo messaggio.
Il fatto che non senta nessuna emozione non significa che Lei non le provi, ma semplicemente che le Sue emozioni vengono efficacemente bloccate prima che Lei le possa percepire.
Ora, la parte di Lei che blocca tutte le emozioni lo fa sicuramente per una buona ragione e cioè per proteggerla. Dovremmo cercare innanzitutto di conoscere meglio questa parte protettiva, come è fatta, da quanto tempo è presente e soprattutto in quali situazioni La ha protetta di più e cosa sarebbe potuto succedere di peggio se questa parte protettiva non La avesse difesa così bene dalle Sue emozioni.
Di solito, quando subentra l’alessitimia (cioè l’incapacità di percepire le proprie emozioni) questo avviene perché c’è un sovraccarico di emozioni potenzialmente molto intense, che rischiano di sopraffare la persona, quindi entra in funzione spontaneamente una sorta di “salvavita” che interrompe le emozioni prima che queste possano creare un “cortocircuito”.
Riconoscere con gratitudine l’importante funzione che può aver avuto in passato la capacità che ha sviluppato di disconnettersi dalle Sue emozioni è un primo passo fondamentale e imprescindibile per poter esplorare altre possibilità, ora che è in un contesto diverso dal passato dove magari questa protezione (che con il tempo è diventata parte integrante di Lei) non è più così necessaria e invece comporta adesso costi (non provare nulla, non avere nessuna empatia, ritrovarsi solo) maggiori dei benefici (evitare emozioni negative e la sofferenza che ne può derivare).
Ripercorrendo la Sua storia di vita con un bravo psicoterapeuta potrà individuare gradualmente in quali situazioni e perché è stato necessario sviluppare questa capacità, e, in un contesto protetto, sarà possibile riappropriarsi gradualmente delle Sue emozioni e poter finalmente gustare pienamente la vita in tutte le sue sfaccettature.
In bocca al lupo!
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