Buongiorno Giulia, grazie del Suo messaggio.
Per rispondere molto sinteticamente, da quanto scrive, personalmente credo che Lei ora sia soprattutto confusa. Il fatto di non aver ricevuto da parte di Sua mamma l’affetto che desiderava, di aver avuto delusioni da parte di ragazzi e di aver temuto in passato di essere omosessuale a mio parere non sono di per sé assolutamente elementi sufficienti per considerarsi lesbica.
In ogni caso sicuramente potrà approfondire molto meglio l’argomento con la psicologa che già La segue e conosce.
In bocca al lupo!
P.S. Già che ci siamo, colgo l’occasione per sottolineare come, dal punto di vista clinico, sia molto importante riuscire a distinguere i casi in cui una eventuale presunta omosessualità è reattiva rispetto ad eventi traumatici subiti o problemi di attaccamento nella famiglia di origine, rispetto ai casi in cui l’omosessualità rappresenta la scoperta della propria profonda e autentica identità sessuale. Nel primo caso lo psicoterapeuta probabilmente aiuterà la persona soprattutto a sanare le ferite e superare gli ostacoli che finora le hanno impedito di poter scegliere partner dell’altro sesso, nel secondo caso lo psicoterapeuta eventualmente aiuterà invece la persona a superare fatiche e pregiudizi che finora hanno reso difficile scegliere partner dello stesso sesso. In entrambi i casi infatti, al di là delle scelta finale, scopo della psicoterapia è permettere alla persona di diventare più libera e serena.