By e-mail on Lunedì, 15 Aprile 2013
Posted in Psicologia
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Da qualche tempo mia figlia di 16 anni mi attacca continuamente e non le va più bene niente di quello che faccio o dico. Mio marito anziché sostenermi tende a difendere nostra figlia, dicendo che io esagero. Mi sento sempre più sola e amareggiata e a volte mi chiedo se nella mia vita non ho sbagliato tutto. Secondo Lei dovrei andare da uno psicologo?

Maria (52 anni)
Gentile Signora Maria,

grazie innanzitutto di aver voluto condividere con me il Suo stato d’animo. Molte altre mamme hanno sperimentato prima di Lei la situazione che sta vivendo, perché è piuttosto comune che le adolescenti cerchino una loro identità contrapponendosi ai genitori. Tanto più negli anni precedenti una figlia si sentiva vicina alla mamma, tanto più ora sente la necessità di differenziarsi da lei. Questo atteggiamento fa parte del processo di crescita e di solito è passeggero: dopo un periodo di forte identificazione Sua figlia ha forse bisogno di passare da una fase di rifiuto prima di poter riconoscere serenamente i propria identità, in parte simile e in parte diversa da quella dei genitori, ma di ugual valore. Questa momento del ciclo di vita familiare può essere faticoso per la mamma e per il papà, che è importante riescano a sostenersi a vicenda rispetto a questi cambiamenti. Andare da uno psicologo in questa situazione non è indispensabile, ma se crede alcuni colloqui per un breve percorso di counselling, da sola, o ancora meglio, insieme a suo marito, la potranno sicuramente aiutare a vivere questo periodo con maggior consapevolezza e serenità.
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circa 13 anni fa
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#20
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