Buongiorno Giovanni, grazie del Suo messaggio.
Comprendo bene il Suo turbamento e disagio rispetto alla confessione di questo segreto da parte della Sua ragazza e di come probabilmente Lei avrebbe fatto ben volentieri a meno di saperlo.
Credo però ci siano due aspetti importanti su cui focalizzare la nostra attenzione.
Il primo è che la Sua ragazza, rivelandole un aspetto così imbarazzante e delicato della propria vita e del suo contesto familiare, ha riposto in Lei una enorme fiducia, dimostrando nei fatti di voler costruire insieme a Lei una relazione veramente profonda e senza nessuno “scheletro nell’armadio” che possa in qualche modo pregiudicare il Vostro rapporto. Lei è probabilmente in questo momento la persona al mondo di cui la Sua ragazza si fida di più e la Vostra coppia è la relazione più importante per lei.
Il secondo è che la Sua ragazza non riusciva più a tenere per sé questo segreto perché, verosimilmente, anche per Lei è fonte di enorme vergogna, turbamento, imbarazzo e senso di colpa. Quindi mi sembra di capire che anche la Sua ragazza non considera questo comportamento minimamente “sano” o “normale”, lei per prima lo problematizza e sta chiedendo concretamente aiuto.
Questi due aspetti mi sembrano molto importante, perché, rispetto ai Suoi comprensibili timori, per me significano che: 1) la Sua ragazza sta impostando la Vostra relazione ad un livello di integrità morale, sincerità e rispetto reciproco superiore a quello della maggior parte delle coppie (che spesso non si confidano segreti così scomodi) 2) la Sua ragazza non è una persona “depravata”, ma al contrario fondamentalmente sana, poiché Lei per prima è critica rispetto a questi eventi e li problematizza (non dimentichiamoci che questi episodi non sono stati “scoperti”, ma sono stati “confessati” senza che ci fosse nessuna necessità esterna per farlo).
Cosa fare ora? Mi sento di dare un consiglio spassionato. Lei è giustamente troppo coinvolto in questa situazione per poterle essere di aiuto e più parlate più questi episodi della vita della Sua ragazza, più Lei, Giovanni, può sentirsi turbato (e magari anche traumatizzato), ripercuotendosi negativamente sulla qualità della Vostra relazione.
Quindi personalmente consiglio di ringraziare la Sua ragazza della grande fiducia che ha riposto in Lei e, se crede, anche congratularsi sinceramente con Lei nell’enorme coraggio che ha avuto a parlarle e decidere di non tenere solo dentro di sé questo angosciante segreto. Quello che ha fatto parlandogliene è stato un primo passo fondamentale. Ora la Sua ragazza ha bisogno di fare un secondo passo altrettanto importante: rivolgersi ad uno
psicoterapeuta che la possa guidare a capire cosa può aver portato a questo e se ci sono alcuni nodi eventualmente da risolvere, per poter infine rielaborare e superare definitivamente questa esperienza.
A questo punto può poi anche Lei Giovanni esprimere tutta la fatica che ha fatto a ricevere questa confessione, chiedendo di parlarne il meno possibile con Lei (ed evitando soprattutto di indugiare inutilmente su dettagli scabrosi), parlando invece di qualsiasi dubbio, particolare che la turba, o riflessione personale al riguardo con il suo terapeuta che, a differenza di Lei, Giovanni: 1) non è coinvolto affettivamente e sessualmente 2) ha le competenze e gli strumenti per poterle realmente essere di aiuto. Per Lei l’aspetto fondamentale sarà sapere che la Sua ragazza sta affrontando la questione nello spazio, nei modi e nei tempi più adatti, senza dover venire a conoscenza di ulteriori particolari (in modo da proteggere Lei e la Vostra relazione).
Se poi in Lei, Giovanni, dovesse permanere comunque una sensazione di disagio su quanto la Sua ragazza Le ha confidato, potrebbe eventualmente valutare di fare anche Lei un breve ciclo di sedute di psicoterapia
EMDR, per sciogliere le sensazioni spiacevoli che ancora rimangono, considerandolo a tutti gli effetti un evento traumatico da elaborare.
In bocca al lupo ad entrambi!