Gentile Roberto,
partirei dalla noia; se fosse un colore la noia, sarebbe il grigio, forse.
La noia è una emozione così detta “sentinella” che ci allerta sulla necessità che qualcosa deve essere cambiato.
La noia con il suo grigiore porta con sé il convincimento che nulla può cambiare; che soggettivamente non posso fare nulla per cambiare qualcosa per sé né che gli altri possano fare nulla per cambiare.
E così si sta fermi.
Nella sua mail si legge un forte desiderio di legarsi, di innamorarsi, ma allo stesso si legge la paura e il timore: lascia e poi si pente, lascia perdere e poi ci ripensa.
È come se da una parte c’è il forte desiderio di legarsi e di vivere un legame profondo, ma allo stesso tempo si avverte la paura, il timore di legarsi: è come se tale ambivalenza (desiderio vs paura) si fosse mascherata da noia!!
Da una parte c’è il caso e il destino che ci fa incontrare le persone, anche le persone giuste con cui tessere relazioni soddisfacenti per entrambi, dall’altra dipende anche un po’ da noi, dalle nostre paure, dai nostri timori che agiscono dentro di noi e che tengono le fila di molti e numerosi comportamenti.
Lei ha già fatto un passo importante; ha smascherato la noia.
Sarebbe in qualche modo importante ora riuscire a comprendere l’origine della forte ambivalenza in Lei: si è mai chiesto, sinceramente, perché ho paura?
Ritorni con la mente alla propria storia di famiglia, ai suoi genitori, al suo percorso scolastico, alle relazioni amicali…è mai stato deluso, per esempio?
C’è qualche vicenda storica che ha vissuto in cui le sue attese sono state disattese?
In caso affermativo, potrebbe essere questa una area di lavoro percorribile da fare con uno psicologo – per esempio- per provare a rispondere alle domande che pone nella lettera.
La noia la vuole fermo, in attesa: lei proceda e agisca come ha fatto con questa lettera.
Un caro saluto