Gentile Antonio,
grazie del Suo messaggio.
Rispetto a quanto Le sta succedendo posso solo fare alcune ipotesi, che riguardano la domanda “cosa è successo a settembre 2015?” e ricadono fondamentalmente in due ambiti.
Il primo ambito di ipotesi è che questa improvvisa “nostalgia” sia stata attivato da qualcosa che è venuto a sapere rispetto alla Sua ex ragazza, per esempio che si trasferisce in un’altra città, va a convivere con l’attuale ragazzo o è rimasta incinta: questo genere di eventi potrebbe far concentrare la Sua attenzione più sull’occasione persa (chissà come sarebbe se ora stessi con lei) che sull’opportunità presente (la relazione che sta vivendo adesso).
Il nostro cervello è infatti “programmato” più per proteggerci da un rischio che per spingerci verso qualcosa di desiderato. Questo meccanismo era molto utile in passato, quando l’uomo viveva in un contesto pieno di pericoli concreti (per esempio gli animali feroci) per garantire la sopravvivenza della specie. Ora invece questa tendenza è meno utile e viene purtroppo costantemente sfruttata in modo manipolatorio da offerte pubblicitarie “imperdibili” che ci spingono ad acquistare “solo per oggi”, ad un prezzo scontato, qualcosa che non avremmo mai acquistato se non avessimo il timore di perdere un’occasione irripetibile e pentircene.
Il secondo ambito di ipotesi, che reputo francamente più probabile, è che la Sua ex ragazza non centri niente e che la ragione sia da ricercare invece nella relazione attuale. Paradossalmente questo potrebbe avvenire perché voi ora state veramente bene insieme e state iniziando a fare un “salto di qualità” nella relazione: per esempio considerarvi “ufficialmente insieme” (se prima non vi sentivate tali), o andare voi due in vacanza, oppure conoscere le rispettive famiglie di origine o ancora iniziare a fantasticare un futuro più stabile insieme (convivenza o matrimonio o figli). Questo cambiamento di prospettiva può essere innescato anche da fattori esterni alla coppia: uno di voi due che si laurea o che trova un lavoro stabile, oppure ancora una persona vicina (fratello, sorella, amico) che va a convivere o si sposa.
Nell’animo umano di fronte a cambiamenti importanti (concreti o anche solo immaginati) è infatti frequente provare una certa ambivalenza, cioè al tempo stesso desiderare molto quel cambiamento e contemporaneamente provare una grande paura per esso. A volte è possibile riconoscere in sé stessi e comunicare agli altri esclusivamente la parte di desiderio e non quella di paura, che se non espressa può trasformarsi in un sintomo: un pensiero intrusivo ricorrente rispetto ad una ex (come nel Suo caso), o un’ansia improvvisa (gli
attacchi di panico) o
disturbi sessuali (per esempio un problema di mancanza di erezione maschile). In questi casi prendere consapevolezza più serenamente dei propri vissuti interni, magari con l’aiuto di alcuni colloqui con uno
psicologo, permette di superare rapidamente il problema.
In bocca al lupo!