By Ospite on Giovedì, 17 Dicembre 2015
Posted in Psicologia
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Salve, Vi ringrazio per la possibilità che offrite con questo consultorio on-line. Sono padre di una bellissima ragazza (ha preso molto dalla madre che da giovane avrebbe potuto fare la modella) di 18 anni che ha sempre avuto l'aspirazione di entrare nello mondo dello spettacolo. Crescendo, passando dall'essere bambina all'essere donna, ha ovviamente cambiato almeno in parte la sua idea di mondo dello spettacolo passando per la cantante e la showgirl per arrivare alla Belen come riferimento. In particolare ha confessato alla madre che non le dispiacerebbe affatto fare un calendario o posare per Playboy proprio come fatto da Belen. Mia moglie ovviamente me ne ha parlato e non essendo abituati noi a imporre in modo tassativo troppe cose a nostra figlia (preferiamo dare suggerimenti, essere di supporto e non imporre veti assoluti che potrebbero generare divieti da sfidare) le abbiamo parlato, abbiamo espresso la nostra non totale condivisione, ma confermato il nostro supporto. E fin qui credo non ci sia nulla di sbagliato. Poiché anch'io ho avuto i miei 18 anni e ho dato qualche occhiata a Playboy e calendari, so cosa mi aspetterebbe nel caso in cui alla fine mia figlia non cambiasse idee e riuscisse nel suo intento; e approcciare la questione in modo retroattivo, da padre, già mi ha fatto strano. Ho pensato allora di mettermi a fare qualche ricerca sul web a proposito di padri con figlie famose elette a icone della femminilità nella speranza di essere rincuorato, pensando di trovare qualcosa del tipo "nulla è cambiato, è sempre la mia bambina": non so se rendo l'idea. E invece cosa mi trovo? Padri delle conigliette Playboy degli anni passati che ammettono tranquillamente di aver visto le foto delle figlie e di averle trovate molto belle e per nulla volgari, paragonandole a quadri, addirittura un padre che diceva, non so quanto tra il serio e il faceto, "mia figlia è diventata una bellissima donna, non ci vedo niente di male, anzi: se non fosse mia figlia, sarebbe il tipo di donna che mi piacerebbe e ci farei un pensierino". Al che non dico che sono rimasto sconvolto, ma poco ci è mancato: ho sempre pensato che il legame genitore-figli rendesse i figli osservabili in un unico modo, come figli per l'appunto.
Ora mi chiedo: sono loro che sono dei pervertiti o sono io che sono ancora troppo legato all'idea di mia figlia come la mia bambina, quando invece dovrei rendermi conto che è o diventerà una donna? È possibile far coesistere il rapporto padre-figlia con la considerazione che la propria figlia è oggettivamente non solo bella, ma anche attraente (in generale, non in particolare per il padre: una cosa del tipo "mi rendo conto che chi non è il padre la trova attraente")? È possibile arrivare a fare considerazioni come quella che ho riportato senza essere dei depravati? È possibile stare nei panni sia dell'uomo che del padre e scegliere?
Gentile Massimo,
grazie del Suo messaggio, a cui mi è difficile rispondere senza correre il rischio di cadere in inutili moralismi o al contrario di poter essere frainteso.
Innanzitutto credo sia utile distinguere chiaramente fra il riconoscere la bellezza e femminilità di Sua figlia e il sentirsene attratto sessualmente. Sicuramente è positivo rendersi conto che la Vostra “bambina” è ora cresciuta ed è diventata, almeno sotto l’aspetto fisico, una donna, anche se non è affatto detto che abbia raggiunto una analoga maturità sul piano psicologico ed emotivo. Completamente diverso sarebbe invece sentirsi attratto da lei fisicamente come uomo, pulsione che risulterebbe potenzialmente molto dannosa, perché una figlia per crescere serena ha bisogno di poter contare su un affetto paterno disinteressato, sicuro e sincero. Infatti un papà che prova eccitazione sessuale nei confronti della propria figlia farebbe bene a rivolgersi ad uno psicoterapeuta con cui esplorare e comprendere meglio le proprie fantasie e pulsioni, per evitare di agirle anche involontariamente e poter nuocere gravemente alla propria figlia.
Rispetto invece al desiderio di Sua figlia di posare nuda, vedo due grossi rischi: il primo è di concentrarsi molto sul proprio aspetto fisico a discapito di altre qualità, danneggiando lo sviluppo armonico e completo della propria persona, il secondo è di finire sfruttata e usata da persone molto più adulte e disincantate di lei. Quindi, personalmente, mi sembra costruttivo che in famiglia si possa parlare apertamente di questi temi, ma sarei cauto nell’offrire un supporto genitoriale a questo progetto.
Si dice che i genitori dovrebbero dare due cose ai propri figli, radici, per avere una base stabile e sicura, e ali, per andare verso i propri sogni. Non so niente di Sua figlia, ma, da quello che scrive, forse a 18 anni le sue ali sono ancora troppo fragili e ha bisogno prima di ulteriori buone radici (intese come valori, indicazioni e anche limiti), da cui potersi nutrire e dalle quali attingere forza, per poi spiccare finalmente il volo.
In bocca al lupo!
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circa 10 anni fa
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