By Ospite on Mercoledì, 09 Settembre 2015
Posted in Psicologia
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E’ passato un anno da quando ho smesso di frequentarmi con un ragazzo che mi violentava fisicamente e psicologicamente e, nonostante tutti i miei sforzi per superare quest'esperienza (per esempio ho provato a parlarne con una psicologa, con amici o familiari; ho provato a metterci una pietra sopra, a far finta che non sia successo niente ecc..), non riesco a non pensare tutti i giorni a ciò che mi è successo. Mi capita di ricordare spesso determinate situazioni che ho passato; incubi la notte, o ansia di giorno quando non sono in casa; pensieri su pensieri, e non so più cosa e come fare per smettere di pensarci, di ricordarmi quello che è successo. Qualunque ragazzo col quale parlo mi ricorda questo ragazzo che mi picchiava; quando qualcuno scherza insultandomi, mi viene in mente lui che mi insultava e picchiava o che minacciava di uccidersi. Non ce la faccio più, sono sfinita di non riuscire a pensare ad altro, anche se è passato ormai un anno. Cosa devo fare?
Gentile Mati123,
grazie del Suo drammatico messaggio.
Ciò che Le è capitato è una esperienza traumatica (ripetuta più volte e in diverse varianti) che La ha comprensibilmente segnata e Lei ha bisogno di un aiuto psicoterapeutico specifico, perché, come ha già sperimentato, in questo caso far finta di niente o limitarsi a parlarne a qualcuno, non è sufficiente per lasciare definitivamente questi ricordi nel passato e poter tornare a vivere la Sua vita serenamente e pienamente.
I sintomi che Lei descrive (pensieri intrusivi e incubi, ansia e irritabilità) sono tipici e caratteristici di persone che hanno vissuto esperienze di questo genere e un modo molto efficace, rapido e risolutivo di superarli è una psicoterapia con la tecnica E.M.D.R. (consigliata anche dalle più recenti linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per questo tipo di disturbi).
L’idea di fondo è che quando si vivono esperienze molto disturbanti emotivamente, come nel caso delle violenze da Lei ripetutamente subite, il cervello viene sovraccaricato e non è perciò in grado in quel momento di elaborare ed integrare i propri vissuti come fa normalmente. Questi tipi di ricordi vengono perciò immagazzinati in un modo disfunzionale (insieme ad emozioni, sensazioni fisiche e pensieri negativi connessi) e continuano a riattivarsi molto facilmente interferendo pesantemente con la vita presente.
Nell’E.M.D.R., in un contesto di completa sicurezza (nello studio del terapeuta), si riporta il cervello su quelle esperienze e si permette finalmente di “digerirle” e integrarle in un modo molto naturale, probabilmente simile a quello che avviene spontaneamente durante la fase R.E.M. del sonno, in cui tramite i sogni si rielaborano i propri vissuti. I risultati di questo tipo di psicoterapia arrivano nel giro di poche sedute, sono sorprendentemente buoni e stabili nel tempo.
Inizi subito per potersi lasciare il prima possibile queste brutte esperienze definitivamente alle spalle… e poi mi faccia sapere. In bocca al lupo!
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circa 11 anni fa
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