Cara Maria Giovanna, grazie della Sua lettera, nella quale riferisce puntualmente e precisamente di soffrire di ansia nei contesti e nei luoghi a Lei familiari nel momento in cui si relazione con qualcuno e di vivere da tempo una condizione di vita di inadeguatezza e di solitudine che pervade e invade in modo molto disturbante la Sua vita.
Comprendere le cause che hanno dato origine a tali malesseri è il primo passo da fare per provare a trovare delle soluzioni nuove e per scoprire sguardi diversi sul problema, al fine di poter vivere con maggior libertà, serenità e soddisfazione la propria vita giorno dopo giorno.
Per questo Le chiedo: Che rapporto ha con i Suoi genitori? E’ riuscita a costruire amicizie significative nell’infanzia e nell’adolescenza? Come ha vissuto la trasformazione del Suo corpo da bambina a giovane donna? A scuola ha fatto esperienze positive di relazione con i Suoi compagni, oppure ha vissuto situazioni conflittuali e distruttive?
A volte non sentirsi sufficientemente compresa, sostenuta e accompagnata dai genitori o altri adulti di riferimento durante la crescita, aver fatto esperienze negative o poco costruttive nell'ambito delle relazioni amicali, non essere riusciti a sviluppare relazioni affettive gratificanti, possono causare blocchi emotivi ed essere all’origine di difficoltà psicologiche che emergono nei passaggi evolutivi successivi.
Le propongo innanzitutto di provare ad aiutarsi Lei, iniziando a sperimentare qualcosa di nuovo e poi magari anche di rivolgersi ad uno psicologo che la ascolti, comprenda e sostenga nel mettere in atto cambiamenti ancora più significativi nella Sua vita.
Per iniziare, perché non perché non prova a frequentare luoghi e spazi nuovi, in cui provare a relazionarsi con giovani che non appartengono al “solito giro” che conosce, iscrivendosi per esempio a un corso di recitazione, oppure di ballo, per vivere legami completamente nuovi, al di fuori della cerchia familiare e delle solite facce?
In contesti sconosciuti, con persone e volti nuovi, spesso diamo il meglio di noi: attingiamo sorprendentemente alle nostre risorse più profonde, più vitali che ci sono in noi, sopite e dimenticate, poco addestrate a essere usate (durante la propria storia personale pregressa in famiglia e nelle relazioni) con le quali possiamo provare a sfidare le nostre paure e le nostre ansie e vivere con maggiore soddisfazione noi stessi e la relazione con gli altri.
È importante comprendere le origini del nostro malessere (il primo passo da fare), ma è altrettanto e forse ancora più importante trovare il coraggio di iniziare a fare qualcosa di completamente diverso, fidandosi del proprio istinto e lasciandosi, perché no, un po' andare.
Albert Einstein sosteneva: “Se fai sempre le stesse cose, otterrai sempre gli stessi risultati”.
Non corra questo rischio…
In bocca al lupo!