Gentilissimi, mi chiamo Giampaolo e sono stato lasciato da mia moglie dopo 28 anni di matrimonio. Abbiamo 2 figli di 24 e 28 anni, che, bene o male, riescono a lavorare.
Io ho avuto problemi con l'alcol, ma 6 anni fa ho deciso di farmi aiutare a cambiare vita e sono entrato a far parte di Alcolisti Anonimi: la mia sobrietà continua tutt'ora e i miei comportamenti nei confronti dei miei famigliari si sono notevolmente ammorbiditi.
Infatti era questo l'aspetto più problematico: non riuscivo più ad avere un atteggiamento comprensivo, volevo sempre aver ragione ed avere sempre l'ultima parola su tutto. Tutto ciò ha finito per allontanarli da me.
Per tutto il resto (lavoro, cura della casa, educazione dei figli, ecc.) sono stato presente, forse troppo. Quello che mi stupisce è il fatto che lei se ne sia andata dopo che le cose si stavano mettendo a posto, e non nel pieno del mio periodo alcolico (cosa di cui lei non si era neanche accorta). Io credo che occorra lasciare che il tempo lavori, senza pretendere che non ci siano più i problemi. Ora lei vive in affitto insieme al figlio, mentre la figlia convive col fidanzato.
Stiamo procedendo alla separazione, che vorrei si concludesse (è già passato più di un anno) prima di poter riprendere una nuova relazione, sempre ammesso che sia possibile data la mia età.
Concludo dicendo che non mi sarei mai aspettato l'abbandono di mia moglie, e soprattutto il modo con cui se ne è andata (quella sera era la notte di Natale e mi ha detto che si fermava a dormire in Comunità, perché la veglia sarebbe finita tardi: non una parola sul fatto che non sarebbe più tornata e sul perché).
Io continuo a credere che una relazione si possa costruire, pur sapendo che le difficoltà sempre esisteranno. Grazie.
Io ho avuto problemi con l'alcol, ma 6 anni fa ho deciso di farmi aiutare a cambiare vita e sono entrato a far parte di Alcolisti Anonimi: la mia sobrietà continua tutt'ora e i miei comportamenti nei confronti dei miei famigliari si sono notevolmente ammorbiditi.
Infatti era questo l'aspetto più problematico: non riuscivo più ad avere un atteggiamento comprensivo, volevo sempre aver ragione ed avere sempre l'ultima parola su tutto. Tutto ciò ha finito per allontanarli da me.
Per tutto il resto (lavoro, cura della casa, educazione dei figli, ecc.) sono stato presente, forse troppo. Quello che mi stupisce è il fatto che lei se ne sia andata dopo che le cose si stavano mettendo a posto, e non nel pieno del mio periodo alcolico (cosa di cui lei non si era neanche accorta). Io credo che occorra lasciare che il tempo lavori, senza pretendere che non ci siano più i problemi. Ora lei vive in affitto insieme al figlio, mentre la figlia convive col fidanzato.
Stiamo procedendo alla separazione, che vorrei si concludesse (è già passato più di un anno) prima di poter riprendere una nuova relazione, sempre ammesso che sia possibile data la mia età.
Concludo dicendo che non mi sarei mai aspettato l'abbandono di mia moglie, e soprattutto il modo con cui se ne è andata (quella sera era la notte di Natale e mi ha detto che si fermava a dormire in Comunità, perché la veglia sarebbe finita tardi: non una parola sul fatto che non sarebbe più tornata e sul perché).
Io continuo a credere che una relazione si possa costruire, pur sapendo che le difficoltà sempre esisteranno. Grazie.