Caro Giampaolo, grazie mille davvero per la Sua lettera.
Tre secondo me sono le questioni su cui soffermarci a riflettere insieme.
1. Il suo alcolismo: innanzitutto Le faccio i miei complimenti per la sobrietà raggiunta e Le auguro di continuare a frequentare i gruppi di Alcolisti Anonimi, un programma di recupero molto efficace nella cura e nella riabilitazione dell'alcolismo.
Dalle Sue parole si evince che il Suo alcolismo non ha intaccato la Sua attività lavorativa- professionale e il Suo essere presente a casa, ma ha influenzato in qualche modo, ma non Le è molto chiaro ancora, il Suo mondo famigliare.
L'alcolismo, così come altre dipendenze, coinvolge l'intero gruppo famigliare: mogli, mariti, figli, sorelle e fratelli, sono esposti a dinamiche distruttive causate dall'alcolismo, modi di comunicazione e di relazione che provocano, a livelli diversi, disagio e sofferenza a tutti i membri della famiglia. Le chiedo Giampaolo: è così certo che la Sua ex moglie non si sia mai accorta della Sua dipendenza? E i Suoi figli? Se fosse vero che mai nessuno in famiglia si è accorto di questo, cosa ha pensato, secondo Lei, la Sua ex moglie (e i Suoi figli) quando sei anni fa Lei ha intrapreso il cammino di recupero in Alcolisti Anonimi e cosa pensa la Sua ex moglie oggi circa i cambiamenti che sta mettendo in atto nella Sua vita?
La letteratura psicologica sulle dipendenza ci suggerisce di considerare il fenomeno della dipendenza come un disagio che coinvolge sempre l'intero gruppo famigliare: il malessere di un membro traspare, contagia gli altri che, anche se non del tutto consapevoli (a volte non si vuol vedere, per non soffrire, per proteggere se stessi dal dolore e proteggere soprattutto i figli), manifestano a loro volta sofferenza e disorientamento. E spesso quando un membro della famiglia inizia a cambiare questo permette anche agli altri membri della famiglia di cambiare, a volte in modo insapettato.
2. La separazione da Sua ex moglie: dalle Sue parole si evince che Lei ha subito la decisione della Sua moglie a separarsi da lei, presa di posizione che non sospettava e che, soprattutto, non si aspettava.
Le pongo due domande a tal proposito: non si era mai accorto che Sua moglie era insoddisfatta della Vostra relazione di coppia? Ha mai parlato direttamente con lei del Suo alcolismo? Ha mai affrontato la questione direttamente e onestamente con Lei? A volte non è facile accorgersi e accettare che il nostro partner è in difficoltà: a volte è faticoso, richiede tempo e impegno, confrontarsi apertamente con chi ci sta accanto. È più semplice, oserei dire, lasciare le cose come stanno, credendo che il tempo aggiusti le cose. Ma poi accade, e questo è il Suo caso, che l'altro ci sorprenda e prenda delle decisioni che ci spiazzano, che non sospettavamo, ma forse intuivamo e facevamo fatica ad accettare. La invito a riflettere su questo e a provare a rispondermi: “Davvero non aveva avvertito un certo malessere della Sua ex moglie, che presumo poi sia stato la causa della decisione di separarsi da Lei?”
3. Il desiderio di una nuova relazione: dalle Sue parole si evince che lei è molto deluso e arrabbiato a seguito di questa separazione.
Non si capacita del modo con cui la Sua ex moglie Le ha comunicato il desiderio di separarsi, dopo 28 anni di matrimonio. Non si capacita del poco impegno che Le sembra che la Sua ex moglie abbia investito nella cura della Vostra relazione. Quando avrà attraversato ed elaborato la delusione e la rabbia, magari anche con l'aiuto di uno psicoterapeuta, allora sarà pronto a incontrare qualcuno d'altro con cui costruire un nuovo legame d'amore. Non sarà la separazione legale, sancita in Tribunale, ad autorizzarla a intraprendere una nuova relazione affettiva, ma sarà Lei stesso, più sereno e tranquillo, ad autorizzarsi pienamente ad incontrare qualcuno d'altro.
Buon cammino!