Mercoledì, 15 Ottobre 2014
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Salve, sono una ragazza di quasi 19 anni e vorrei esporle il mio problema. Il mio "problema" si divide in più punti e spero lei possa darmi una risposta.
Partiamo dal presupposto che non riesco a provare interesse per nessuna persona, nessuna. Nemmeno per le persone che conosco. L'unica persona per cui ho davvero provato affetto è stato il ragazzo con cui sono uscita per diversi mesi, la "storia" è finita più di un anno e mezzo fa, eppure da allora non provo più niente. Nessuno riesce a comunicarmi qualcosa. Sono uscita con un po’ di ragazzi, ma ho subito troncato i rapporti perché, appunto, era come essere sola.
Premetto che (per alcuni è una cosa positiva, per altri molto negativa) sono una ragazza a cui piace essere indipendente e sono molto ambiziosa (forse troppo). Io punto in alto, stimolata da una famiglia in cui l'ambizione non è mai stata presa in considerazione. Questo fatto di essere ambiziosa mi porta a pensare prima di tutto a me stessa, alla scuola, al mio futuro universitario e alla carriera (mi iscriverò a legge) e il resto ha poca importanza. Diciamo che non sogno il matrimonio e i figli. (E per questo spesso mi giudicano in maniera negativa definendomi "cuore di ghiaccio", ma non credo negli stereotipi, credo nella parità tra sessi e purtroppo ho conosciuto molte persone che non credevano che la donna possa desiderare la carriera).
Una relazione non è nel mio interesse, anche se in alcuni momenti di sconforto (penso più che normali) ho provato delle brevi (massimo 1 settimana) infatuazioni per ragazzi, proprio perché spesso mi sento dire che sono sempre "sola", cosi ho iniziato a pensare se il problema fosse il mio e non di chi mi sta intorno.
Il secondo aspetto di cui vorrei parlare riguarda il fatto di non riuscire ad aprirmi agli altri: non mi interessa fargli sapere le mie idee, le mie posizioni, insomma, tutto di me! Per questo sono considerata un po’ asociale (dipende anche da con chi "sto", perché con altre persone, tipo a scuola, in molti si affidano a me e potrei definirmi "il pagliaccio" della classe), o comunque una persona che finge di essere forte.
Una cosa importante forse da sottolineare è che i miei genitori sono separati e non ho contatti di alcun tipo con mio padre da tantissimi anni, circa 15. Insomma a me piace essere distaccata, non sono per niente una persona affettiva, ma, non capisco perché, non riesco ad avere interesse VERO verso qualcuno. (Vorrei sottolineare che non trovo soprattutto interesse per i miei coetanei, che sembrano essere estremamente superficiali e molte volte mi sono chiesta se il mio problema non fosse forse la depressione). Spero risponda, arrivederci.
Gentile Martina,
grazie del Suo messaggio.
Un buon principio è quello di “non accettare sogni dagli sconosciuti”, ma costruirsi i propri e poi mettercela tutta per trasformarli in realtà. Benissimo quindi se Lei decide di investire e dare priorità alla Sua realizzazione e carriera professionale rispetto ad altro.
L’importante è che sia una scelta (intesa come un andare verso qualcosa che desidera) e non una fuga (cioè scappare da qualcosa che teme). Leggendo il Suo messaggio, mi sono tornati in mente alcuni versi di una vecchia canzone di Eugenio Finardi, dal titolo “Laura degli specchi”:

Laura vive guardando se stessa
La vita in rosa
In una casa tutta di specchi
Lei si è rinchiusa
Lei non ha pensieri
Non ha mai giorni neri
Non conosce veri amori mai

Laura è così perché è stata ferita
(…)

E da allora canta sempre la stessa melodia
Una canzone d'amore in La minore
Che è la nota della malinconia
(...)


Se Lei ha il dubbio di non scegliere fino in fondo liberamente come vivere la Sua vita e che la completa assenza di Suo papà in tutti questi anni La possa aver in qualche modo influenzata, una psicoterapia potrebbe esserle molto utile. Lo scopo di ogni psicoterapia è infatti, a mio parere, di aiutare ad avere più possibilità di scelta e maggiore libertà.
In bocca al lupo!
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