Gentile Jessica,
grazie del Suo messaggio.
Mi vengono in mente due possibili modi per approfondire la questione; il primo è molto semplice e può sicuramente svolgerlo da sola, mentre per il secondo potrebbe eventualmente essere utile il supporto di uno psicoterapeuta.
1) Trovi un luogo e un momento tranquillo e poi armandosi di carta e penna scriva di getto 70 ragioni per cui essere considerate più piccole della propria età può risultare per Lei negativo. So che 70 è un numero molto alto, ma La invito a scrivere anche le ragioni più piccole, assurde e ridicole che Le vengono in mente, senza alcuna censura, non fermandosi finché non ne avrà scritte proprio 70.
Finita questa lista prenda un nuovo foglio bianco e scriva ora un’altra lista con invece 70 ragioni per cui essere considerate più piccole della propria età può risultare per Lei positivo. Anche in questo caso scriva di getto anche le cose più piccole e buffe che le vengono in mente, lasciandosi semplicemente guidare dalla Sua mano.
Rilegga poi con calma queste due liste da sola o insieme ad un’amica, guardi che effetto Le fa e quali idee Le vengono in mente.
2) Da quanto scrive, il fatto di essere a volte considerata più piccola sembra essere rimasto legato alla sensazione di essere in qualche modo sottovalutata o poco considerata. Può essere allora utile concentrarsi singolarmente su ciascuna delle due situazioni che ha descritto (relative la prima all’infermiera e la seconda all’amica dello zio), chiedendosi la situazione presa in esame quali emozioni e pensieri negativi su di Lei suscita (ad esempio “non vengo presa sul serio”). A partire dall’emozione o pensiero individuato lasci scorrere liberamente la mente fino a far emergere qual è la prima volta che si è sentita in modo simile in passato. Se affiorano ricordi o connessioni interessanti, sarebbe prezioso poterle elaborare in modo breve e focalizzato con alcune sedute di psicoterapia tramite la tecnica
E.M.D.R.
In bocca al lupo!