Gentile Mary,
grazie del Suo messaggio.
Credo che Lei non voglia smettere di vivere, ma smettere di vivere in questo modo… e ha perfettamente ragione perché, se ho ben capito, così facendo non riesce a gustarsi nulla!
Il problema di cui parla non è per niente una sciocchezza, perché l’anoressia è una malattia che può portare alla morte. E anche altri disturbi alimentari e relativi al percepire un’immagine di sé distorta o all'avere un’attenzione ossessiva rispetto al proprio aspetto fisico, se non affrontati correttamente, possono condizionare drasticamente la qualità della vita.
Questo tipo di attenzione al proprio aspetto fisico può essere determinata da molti diversi fattori a volte concomitanti e io chiaramente non conosco la Sua situazione specifica. In linea generale, spesso all’origine c’è una bassa autostima e una profonda insicurezza, a cui si tenta di far fronte attraverso un rigido controllo su sé stessi e una tendenza al perfezionismo. La persona cerca quindi di compensare una sensazione interiore di “non essere abbastanza” con una grande attenzione al proprio aspetto esteriore, salvo poi non essere mai soddisfatta del risultato, finendo quindi per rinforzare ulteriormente la propria percezione di inadeguatezza, instaurando un vero e proprio circolo vizioso.
Spesso questo meccanismo si innesca a partire da una delusione (amorosa o scolastica), un cambiamento o un lutto, oppure dalla mancanza di sintonia con un genitore da cui si sente di essere stati in qualche modo “traditi” e questo evento esterno provoca il crollo di una fiducia in sé stessi già precaria.
E’ dunque fondamentale che Lei si rivolga di persona ad uno psicoterapeuta con cui esplorare e comprendere meglio nello specifico ciò che Le sta capitando, in modo da non finire schiava di sé stessa e poter riconquistare pienamente la libertà e il piacere di vivere la Sua vita.
In bocca al lupo!