Gentile Andrea,
grazie del Suo messaggio.
Io sono uno psicologo e uno psicoterapeuta, non un medico o psichiatra. Mi occupo molto spesso di curare gli attacchi di panico, ma dare indicazioni farmacologiche non mi compete.
Le consiglio quindi di confrontarsi il prima possibile rispetto a questi dubbi con il medico che Le ha prescritto il farmaco. E' necessario infatti che qualsiasi psicofarmaco venga prescritto da uno specialista che, dopo aver valutato attentamente la situazione personale specifica, possa indicare come procedere. Per una buona riuscita della cura è fondamentale che il medico curante possa spiegare anticipatamente nel dettaglio quali vantaggi e controindicazioni è possibile attendersi dal farmaco, offrendo la possibilità di essere contattato per dubbi o chiarimenti durante il trattamento.
Questo perchè l’efficacia di uno psicofarmaco dipende molto anche dal significato attribuito dal paziente alla cura e dal rapporto di fiducia che si è instaurato con il medico che lo ha prescritto: per alcuni la sola idea di prendere una medicina aiuta già a sentirsi meglio e più padroni della situazione che si sta vivendo (si parla in questo caso di un effetto autosuggestivo benefico chiamato “placebo”), per altri il fatto stesso di assumere un farmaco suscita grandi ansie e paure (in questo caso l’effetto autosuggestivo negativo viene invece definito “nocebo”). E' quindi importante avere un medico di riferimento con il quale potersi confrontare apertamente rispetto a perplessità e timori… senza dimenticare mai che la più grande ed efficace fabbrica di psicofarmaci è sempre il nostro cervello!
In bocca al lupo.