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  4. Martedì, 16 Aprile 2013
Caro Dottore, Le scrivo perché a distanza di due anni dalla separazione da mia moglie, la rabbia per quello che mi è successo è ancora molta. Ho passato con Lei infatti 7 anni di fidanzamento e 21 di matrimonio: in pratica una vita insieme in cui io sono rimasto sempre fedele. Poi un giorno, due anni fa circa, mi accorgo di certi messaggi molto spinti da parte della mia ex moglie verso un collega molto più vecchio. Al che io mi allontanai da lei per circa 4 mesi con mio figlio minore che non la voleva più vedere. Dopo alcuni mesi, avendomi mandato lei segnali incoraggianti, decido di ritornare a casa. Purtroppo si rivelò poi che mi fece tornare a casa solamente per il figlio. Dopo mesi a casa e vedendo la sua freddezza, decido di separarmi. Ora ho saputo che, appena firmata la separazione, lei sta già frequentando un collega molto più giovane di lei. La mia ex moglie è una bella donna di 45 anni, mentre lui è un giovane di 32 anni, mai sposato e senza figli. La cosa mi rode e mi sta distruggendo perché continuo a pensarli insieme. Vorrei un consiglio su come fare a togliermi questo tarlo.
Distinti saluti

Loris (46 anni)
Risposta accettata Pending Moderation
Gentile Loris, grazie della Sua mail. Comprendo la rabbia che Lei ora prova verso Sua moglie; mi chiedo però se questa rabbia non la prova anche un po’ verso sé stesso, per non aver saputo cogliere prima la frattura che si stava creando nella vostra coppia e per non essere riuscito ad evitare che accadesse ciò che poi è successo. Il primo difficile passo per “togliersi questo tarlo” credo sia allora riconoscere onestamente dentro di sé che ogni relazione si costruisce e si distrugge sempre e comunque in due. Potete aver avuto responsabilità, modi e tempi diversi, ma sicuramente entrambi avete contribuito, tanto nella creazione quanto nel dissolvimento della vostra coppia. Lei quindi non è stato una vittima inerme, ma parte attiva dell’intero processo. La rabbia che prova ora però non solo è inutile, ma è estremamente dannosa, perché La tiene inchiodato al Suo passato, Le avvelena il presente impedendole di viverlo pienamente e Le impedisce di costruire un nuovo futuro. Il secondo passo fondamentale è allora perdonarsi per ciò che è accaduto e per aver contribuito a far fallire il vostro progetto matrimoniale, diversamente da come entrambi, quando vi siete sposati, speravate. Il terzo e ultimo passo è infine perdonare, non tanto perché sia la scelta più giusta, quanto perché è sicuramente la cosa più utile. Solo in questo modo è possibile infatti lasciar andare il passato, che ormai non si può più modificare, e concentrarsi sul presente, che rappresenta un dono ed un’opportunità da non sprecare. Lo faccia per sé stesso e magari anche per Suo figlio: trasformi questa rabbia in grinta e in voglia di imparare dal passato per costruire un futuro migliore. In bocca al lupo!
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

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