By e-mail on Martedì, 16 Aprile 2013
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Buongiorno Dottore,
sono una mamma di 42 anni e ho un problema con mio figlio di 9 anni. Io lo adoro e farei di tutto per lui, ma una cosa non riusciamo a farla: parlare! Lui ha sempre fatto fatica a raccontare qualsiasi cosa, anche la più stupida, ed io lo ho sempre spronato perché lo facesse. Ancora oggi non mi racconta nulla se non lo domando io esplicitamente. In questo modo continuiamo a litigare: io mi arrabbio che lui mi risponda in malo modo e lui si lamenta che io uso un tono che lo infastidisce. Non so veramente come fare. Ieri per una stupidata ha iniziato ad andare in crisi urlando come un matto, davvero con tanta rabbia e forza, ripetendo sempre le stesse parole. Non mi dava neanche il tempo di parlare, continuava a farmi domande, ma non ascoltava quello che io dicevo. Spaventata da una reazione simile non ho avuto modo di calmarlo finche non si è sfogato, poi all'arrivo di mio marito me ne sono andata perché avevo bisogno di pensare a quello che era successo e non volevo averlo davanti. Ero arrabbiatissima con lui. Non ho voluto abbracciarlo e fare pace con lui immediatamente perché non sopportavo il suo comportamento, cosa che ho fatto poi quando sono tornata, chiedendogli scusa. Mi può dire per cortesia se in questi casi di crisi così forti è giusto che io lo lasci sbollire o se devo rincuorarlo subito. Io ci sto davvero male e poi continuo a domandarmi se con lui sto facendo bene, a me sembra di sbagliare sempre tutto...
Grazie e saluti.

Alba (42 anni)

Gentile Alba,
grazie della Sua mail. Qualcuno diceva che abbiamo due orecchie ed una bocca sola perché dovremmo ascoltare il doppio di quanto parliamo. Io aggiungo che in questo caso ascoltare significa anche osservare, perché il modo in cui Suo figlio di 9 anni comunica passa sicuramente solo in piccola parte tramite le parole e molto attraverso comportamenti, modi di fare, piccoli gesti, espressioni del viso e toni della voce.
Prima di pretendere che il figlio comunichi con il Suo linguaggio e dica le cose che per Lei sono importanti, si sforzi di capire (magari insieme a Suo marito) quali sono i canali di comunicazione che già utilizza e le cose che per lui sono importanti. Così contribuirà a costruire un terreno comune su cui sarà più facile incontrarvi. Abbia maggiormente a cuore la qualità della relazione fra Lei e Suo figlio rispetto alla quantità di contenuti e informazioni che Le racconta. In questo modo lui si sentirà ascoltato e non controllato: questo gradualmente, con i suoi modi e tempi, potrà fargli venire più voglia di aprirsi e parlare.
Infine se lui si arrabbia e perde la calma, Lei non si spaventi, ma si limiti ad ascoltarlo: lui in quel momento non è in grado di accogliere nessun messaggio, attenda che si tranquillizzi e poi, solo a quel punto, gli parli.
Si ricordi comunque sempre che Suo figlio imparerà molto più dal Suo esempio che dalle Sue parole. E una mamma come Lei, che vuole tanto bene, fa del suo meglio e si interroga onestamente rispetto ai propri comportamenti è già sicuramente un ottimo esempio. In bocca al lupo!

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circa 13 anni fa
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