Cara Arianna,
a 17 anni la vita scorre, veloce e rapida; si fanno tante esperienze, e si vivono tante emozioni.
A volte le esperienze possono travolgere, le emozioni confondere… disorientarci, farci stare male e dubitare di noi stessi.
Al Pini, un noto e storico ospedale psichiatrico di Milano, ormai chiuso, ma in uso per altri servizi sanitari territoriali, chi entra legge ancora sul muro di entrata una famosa frase dello psichiatra Basaglia (che chiuse con la legge 180 per sempre i manicomi): visto da vicino nessuno è normale. Come dire, non esiste un modo giusto e corretto per affrontare le sfide della vita, così come non esiste un modo di essere stabile o instabile nel far fronte agli avvenimenti che la vita ci fa incontrare.
Si tratta di comprendere a volte le motivazioni che ci spingono a prendere una decisione piuttosto che un’altra, le ragioni che ci conducono a percorrere una strada piuttosto che un’altra: la vita non è sempre lineare e di conseguenza noi stessi siamo impegnati a andarle incontro dovendoci un po’ adeguare a equilibri sempre nuovi e sfidanti.
Vasco Rossi nel 1996 cantava in Sally che la vita è un po’ tutta “un equilibrio sopra la follia”.
Ecco quindi fossi in te non mi soffermerei tanto a pensare se sei stabile o meno, normale o meno, quanto proverei a concentrarmi sulle motivazioni e sulle ragioni per cui, rispetto alle situazioni critiche che ha descritto nella mail, prendi una decisione, orienti un’azione in una direzione piuttosto che in un’altra.
Per esempio: come mai oggi senti il bisogno di frequentare ragazzi più grandi? Che emozioni provi per questo giovane di 25 anni? Quali dubbi nutri sull’attuale relazione? Che cosa rappresenta l’ex fidanzato per te e per la tua famiglia, per i tuoi amici?
La normalità non esiste come costrutto psicologico: esistono invece bisogni, attese e desideri che vale la pena a qualsiasi età di ascoltare e accogliere: parti da qui, passo dopo passo.
Buona lavoro!