By e-mail on Martedì, 16 Aprile 2013
Posted in Psicologia
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Salve,
mi chiamo Linda e ho 18 anni. E’ strano che io scriva a qualcuno così apertamente ed è anche strano che io riesca a scrivere essendo una persona molto introversa e che tiene tutto dentro… Ebbene, è da quattro anni che tengo dentro un segreto che finora sanno solo i miei amici di classe, la prof di tedesco, la mamma del mio ex fidanzato e la mia migliore amica, la persona che mi sa capire più di tutti al mondo. A quel tempo io avevo quattordici anni ed ho scoperto una relazione tra mia madre e l’amico di famiglia. Io all’inizio non volevo crederci, ma dopo aver preso il cellulare e letto i messaggi ho capito che purtroppo dovevo farlo e non è stato facile. La prima reazione che ho avuto d’impulso è stata quella di prendere il numero di cellulare e di telefonare a questa persona per capire meglio chi fosse; la sera stessa mi recai ad una cabina telefonica e dalla voce dell’uomo capii che si trattava di lui. Ho sempre tenuto nascosto a mia madre questo segreto, anche perché non ho proprio il coraggio di parlarle apertamente per paura della sua reazione… la cosa strana è che mi chiedo se mio padre sappia o meno… a volte sembra di si, a volte no… l’unica che sa sono io e purtroppo mi accorgo di tutto e soffro. Soffro perché mi chiedo cosa aspetta mia madre a prendere in mano la situazione, ad assumersi le sue responsabilità e a dire che ama questa persona: così si sarebbe rovinata una famiglia, ma almeno lei sarebbe più felice… credo. Forse non lo fa per paura di perderci. Io ho una sorella più piccola di me e l’anno prossimo andrò via per studiare teatro a Roma, quindi lei rimarrebbe sola e chissà cosa succederà; avevo pensato che prima di andar via avrei parlato a mia madre, ma la paura domina tutto... e io non so che cosa fare.
Grazie per avermi ascoltata.

Linda (18 anni)
Gentile Linda,
grazie della Sua mail e fiducia. Mi spiace della difficile situazione che sta vivendo e del doloroso segreto che si è tenuta dentro. Se oggi, a distanza di quattro anni, si domanda ancora cosa fare e ne soffre, forse è venuto il momento di affrontare la questione.
Paul Watzlawick, un grande psicologo, un giorno, in un convegno a cui ho partecipato, raccontò questa storiella: "Mario si continua a rigirare nel letto e non riesce proprio a prendere sonno. Sua moglie Laura gli chiede se c’è qualche problema e Mario risponde che è molto preoccupato perché l’indomani mattina avrebbe dovuto rendere una certa somma a Gianni, un loro conoscente, ma purtroppo non li ha ed è molto angosciato di come lui potrà reagire a questa notizia. Laura lo invita a cercare di non pensarci e rilassarsi. Mario ci prova, ma non ci riesce. Dopo più di un’ora in cui il marito si rigira nel letto Laura gli prepara una bella camomilla, prova a tranquillizzarlo e entrambi cercano di nuovo di prendere sonno… ma non c’è verso! Dopo un’altra ora di tentativi Mario è sempre più irrequieto. A questo punto Laura è esasperata e improvvisamente, nonostante sia notte fonda, alza il telefono e chiama Gianni dicendogli: “Mi spiace, domani mio marito non ti renderà i tuoi soldi perché non li ha”. Poi chiude la comunicazione e spiega al marito: “Ora noi possiamo dormire tranquilli, sarà Gianni adesso a rimanere sveglio preoccupato”. E finalmente, poco dopo, entrambi si addormentano."
Credo che possa essere importante che Lei parli finalmente con Sua mamma dicendole tutto quello che ha scoperto e chiedendole spiegazioni: non è lei, Linda, a dover star male per questa situazione e spetterà invece a Sua mamma, che la ha creata, cercare di gestirla ora in modo adeguato.
In bocca al lupo con affetto
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circa 13 anni fa
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