Lunedì, 28 Dicembre 2020
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Ciao! Mi chiamo Maria e ho 20 anni. A giugno di quest’anno mi sono fidanzata e qualcosa in me è cambiato: ho iniziato a piangere per qualsiasi sciocchezza. All’inizio davo la colpa a lui, dato che la maggior parte dei pianti erano dovuti a piccoli o grandi bisticci, ma in sé per sé il nostro rapporto va molto bene e la mia vita in generale non ha grossi problemi. Nonostante questo, col passare del tempo mi sono resa conto che questa cosa ha iniziato ad espandersi non solo con lui, ma con chiunque e in qualunque situazione minimamente sentimentale o fuori dagli schemi. Prima di tutto questo non piangevo praticamente mai, nemmeno per un film e tra poco neanche per un morto, tant’è che ero definita un po’ insensibile. Ora piango anche per il sassolino nella scarpa. Come posso fermare questa fontana? Io capisco che una relazione seria e innamorata comporti anche il mettere in gioco molti sentimenti e di conseguenza timori, ma non può poi catapultarsi in tutto il resto della mia vita, piango una sera si e l’altra pure! Considerando poi che è una relazione piuttosto solida, al momento non ho grandi timori di rottura.
Grazie in anticipo.
Buongiorno Maria,
grazie del Suo messaggio.
Da quanto scrive sembra che prima ci fosse un meccanismo di auto-protezione che Le impediva di entrare in contatto con la Sua tristezza.
Ora una relazione stabile l’ha probabilmente fatta sentire sufficientemente serena e al sicuro per poter accedere ad emozioni per lungo tempo rimaste bloccate e nascoste. E’ come se improvvisamente si fossero aperti dei varchi in una diga chiusa da molti anni e l’acqua avesse preso ad uscire copiosa e apparentemente inarrestabile…
Se è così, capisco che quello che sta avvenendo possa essere vissuto come destabilizzante, ma non è da temere ed è anzi probabilmente qualcosa di molto positivo. Del resto, quando si rompono vecchi schemi emergono possibilità nuove.
Può semplicemente lasciar fluire le Sue emozioni o può iniziare a notare cosa succede subito prima che arrivi l’ondata di emozioni e di pianto. E’ anche importante capire che lacrime sono, se sempre le stesse lacrime o lacrime diverse: sono lacrime di tristezza o di gioia? di angoscia o di sollievo?
E’ probabile che la “sciocchezza” che ora attiva il pianto (sia essa un bisticcio con il Suo fidanzato, un film visto o un altro “sassolino nella scarpa”) vada a colpire proprio su un aspetto per cui in passato ha già in qualche modo sofferto, senza però poter dar allora pieno sfogo alle Sue emozioni. E’ un po’ come se una persona mi toccasse leggermente dentro proprio su un vecchio livido o un’antica ferita mai del tutto rimarginata: ciò che io provo è molto diverso che se mi toccasse dentro in un altro punto qualsiasi, perché la sensazione che sento ora è molto più connessa a ciò che è successo in passato rispetto a ciò che sta avvenendo ora.
Può sfruttare questa preziosa occasione per conoscersi meglio e sanare finalmente dolori e questioni rimaste magari inconsapevolmente aperte. E per farlo al meglio potrebbe farsi accompagnare in questo viaggio di scoperta da un bravo psicologo (magari di formazione EMDR) con la certezza che ne uscirà una nuova Maria, ancora più forte, stabile, serena e capace di accogliere e vivere pienamente tutte le sue emozioni. In bocca al lupo!
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