By e-mail on Martedì, 16 Aprile 2013
Posted in Psicologia
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Gentile Dottore,
a novembre mi sono laureata anch'io in psicologia. Ho 38 anni e nel mio curriculum passato ci sono molte esperienze, studi e anche difficoltà che ho dovuto superare. Perché Le chiedo un aiuto? Perché proprio a Lei? Perché mentre leggevo i curriculum di vari psicologi (tutti molto coerenti e d'effetto), mi ha colpito la Sua espressione felice nella foto. Ho quindi cliccato sul Suo link. Ho visto che c'è la possibilità di parlare tramite mail e di ricevere un consiglio o un parere. Eccomi qui dunque.
Non riesco assolutamente a prendere una decisione che riguarda il mio tirocinio post laurea. Sembra una banalità, ma in realtà da questo tirocinio si decide il mio futuro e ho paura di commettere un errore e di non poter più fare il lavoro per il quale ho tanto studiato. La mia età è un fatto che ha un certo peso nella scelta, perché non ho più tempo da perdere con altri "errori" di percorso. Il dilemma è questo. Il mio grande desiderio ero quello di rimanere in Università e fare la ricerca. Questo però aveva tutta l'aria di essere un sogno irrealizzabile. Quindi, dopo la laurea specialistica di novembre, sono andata da diversi professori a chiedere di poter fare il tirocinio presso di loro, ma mi sono messa a cercare anche tirocini più realistici presso le ASL. I più non avevano posto, non avevano tempo… e altro. Infine una ASL ha accettato la mia richiesta di tirocinio: si tratterebbe di lavorare (gratis ovviamente) in giorni e orari fissi presso un Centro di Psicologia per il Bambino e l’Adolescente, svolgendo attività di osservatrice, risposta telefonica, eccetera. Contemporaneamente ho ricevuto la risposta positiva da parte di una professoressa dell’Università che è disposta a farmi fare la ricerca tanto agognata. Evviva che gioia… ma adesso che faccio? Ebbene, ecco la crisi: se seguo il cuore (Università) devo rinunciare al tirocinio esterno.
Quanto è importante il tirocinio esterno in un ASL piuttosto che interno dell’Università con una ricerca sui “bias cognitivi” (errori e distorsioni nei ragionamenti causati da pregiudizi) ai fini della futura professione di psicologa? Sono davvero "costretta" a rinunciare all'Università per crearmi le basi per un futuro lavoro in uno studio di psicologia?

Need_Help'71 (38 anni)
Gentile collega,

grazie della Sua mail.
Io credo che il tirocinio post laurea in psicologia sia un’ottima occasione per capire come possono venir concretamente applicati gli studi fatti ed iniziare a sperimentarsi concretamente sul campo. Lei si trova di fronte a due possibilità di tirocinio entrambe interessanti, ma fra loro molto diverse. In un caso (l’Università) si tratterebbe di concentrarsi su un tema specifico a partire dagli aspetti teorici, studiando la letteratura scientifica già presente, per poi analizzare le implicazioni pratiche, seguendo da vicino i più recenti sviluppi della ricerca in questo affascinante ambito. Nell’altro (la ASL) avrebbe la possibilità di entrare personalmente in contatto con i bambini, gli adolescenti e i genitori che si rivolgono ogni giorno agli psicologi del servizio pubblico nella nostra città; potrebbe conoscerne da più vicino piccole e grandi storie, gusti, particolarità, gioie e sofferenze, scoprirebbe come gli psicologi si fanno concretamente carico di queste richieste di aiuto, cercando di contribuire a sciogliere nodi, chiarire significati e ricostruire relazioni.
La prima esperienza è in ambito accademico, la seconda in ambito clinico: Lei a quale di questi due ambiti si sente più portata?
Qualunque sarà la Sua scelta, Le auguro di riuscire a svolgere il Suo tirocinio con curiosità e passione, sapendo che è una esperienza importante, da cui imparare il più possibile, ma anche che non è così determinante né vincolante rispetto al Suo futuro professionale.
Purtroppo al momento in Italia le prospettive di lavoro per psicologi nelle università e nel sistema sanitario nazionale non sono buone. Conosco personalmente colleghi psicologi che da anni lavorano duramente in università senza riuscire a guadagnare di che mantenersi dignitosamente e ho visto concorsi pubblici a cui partecipavano centinaia di persone per un singolo posto.
Non scrivo queste cose per scoraggiarla, ma al contrario perché sappia che occorrerà grande determinazione nel coltivare le Sue passioni e costruire il Suo futuro. Questo però Le permetterà di essere ancora più orgogliosa e profondamente soddisfatta quando riuscirà a realizzarsi professionalmente come desidera.
In bocca al lupo di tutto cuore
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circa 13 anni fa
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