Studio Kaleidos

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Dialoghi con lo psicologo pag.1


CORAGGIOSI SI NASCE O SI DIVENTA? (DIALOGO N.10)

MIO MARITO MI TRADISCE (DIALOGO N.9)

IL MIO RAGAZZO E' INSODDISFATTO (DIALOGO N.8)

MIO FIGLIO NON VUOLE LO PSICOLOGO (DIALOGO N.7)

PAURA DI GUIDARE DOPO UN INCIDENTE (DIALOGO N.6)

IL PREZZO DI UNA PSICOTERAPIA (DIALOGO N.5)

ANSIA E SOMATIZZAZIONE (DIALOGO N.4)

30 ANNI SENZA MAI UNA RAGAZZA (DIALOGO N.3)

UNA FIGLIA PER NEMICO (DIALOGO N.2)

AMORE E AVVENTURE (DIALOGO N. 1)

 

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CORAGGIOSI SI NASCE O SI DIVENTA? (DIALOGO N.10)

Gentile Dott. Claudio Sessa Vitali, Le scrivo per una curiosità. Coraggiosi si nasce o si diventa? E’ veramente possibile cambiare? Io sto iniziando a pensare di essere sempre stato un pauroso ed un codardo… ora temo che lo sarò per sempre! Mi chiamo Manlio e ho 32 anni. Grazie.

Manlio (32 anni)

 
 
Caro Manlio,
 
grazie anzitutto della Sua mail… ha richiesto coraggio scriverla?
Personalmente non ritengo coraggioso chi non ha nessun timore o paura, ma chi avendo un timore o una paura riesce ad affrontarla. Sono inoltre fortemente convinto che le persone siano in grado di cambiare profondamente, di crescere ed evolvere… a mio parere anche questo rende la vita così stimolante ed affascinante. Del resto se non avessi questa convinzione non farei certo il mestiere che faccio.
Forse già guardarsi dentro e scrivere questa mail Le ha richiesto un po’ di coraggio, il prossimo passo potrebbe magari essere di lanciarsi nel venire ad un primo colloquio di conoscenza reciproca con me o un altro collega psicologo… comunque vada, sarebbe un successo!
In bocca al lupo e a presto


MIO MARITO MI TRADISCE (DIALOGO N.9)

Buonasera,

Le scrivo per avere qualche consiglio. Dopo circa 4 anni dal giorno che ho scoperto che lui aveva una relazione parallela alla mia con un'altra donna, non ho più vissuto, grande fu la mia sorpresa quando ne venni a conoscenza, fra l'altro lei 55enne aveva sei anni in più di me, con uno studio medico, era una relazione che durava da cinque anni, mostruosa la sua capacità di non farmi insospettire. Si sentivano tutti i giorni e riuscivano ad andare anche fuori a ballare tre volte a settimana, lui spesso e volentieri andava anche a casa sua a 50 km di distanza, nonostante i grandi impegni di lavori essendo titolare di una ditta con tanti dipendenti. Noi siamo assieme da 15 anni abbiamo condiviso tutto, lavoro, casa e famiglie, tutte e due siamo sposati, lui mi ha sempre dimostrato grande amore premuroso e sempre presente come del resto anch'io. Non riesco a dare una risposta al perché, funzionava tutto bene, non avevo il minimo sospetto, per lui era una regina ed ero unica. Ho provato a dire basta tante volte, sopratutto in nome di quella verità che mi ha sempre negata, ma mi convinceva promettendomi di chiarire, voleva solo un po’ di tempo, intanto io stavo male e così da allora mi sono fatta seguire da psicologa, sperando di riuscire a venirne fuori da questa orribile storia, ma non è successo nulla che mi possa aiutare, sono ancora con lui, non voglio nessun rapporto sessuale, ho perso la speranza di un suo dialogo, si poteva salvare questo amore semplicemente con delle spiegazioni sincere, avrei accettato perché la verità è sincerità, mettere a nudo la propria anima con i propri difetti non è un errore. Adesso elaboro solo mentalmente come staccarmi dal lui che è diventato una pecora, appiccicoso, fa la vittima, io per lui sono il mostro, forse ha paura di perdermi e continua a dirmi che mi ama, io lo amo e lo ODIO. QUAL'E LA VIA CHE DEVO INTRAPRENDERE PER STACCARMI DA LUI? NON RIESCO A PERDONARLO. Da premettere che io per lui sul lavoro sono il suo braccio destro, sono molto efficiente nel nostro campo, non mi sono mai risparmiata, per lui ho lavorato anche nei giorni festivi, per fare fiorire sempre più la sua ditta. Lui assiste alla mia depressione tanto è vero che mi accompagna davanti allo studio e mi aspetta e non mi chiede mai com'è andata.VIVO MALE HO TANTA RABBIA E TUTTI I GIORNI MI CORRODO E PEGGIORO SEMPRE DI PIU, FUMO E BEVO TANTI CAFFE'.

Katia (49anni)

 
 
Gentile Signora,
 
grazie innanzitutto di aver voluto condividere con me la Sua sofferenza e fatica. Capisco quanto una situazione di questo tipo debba risultarLe difficile, complessa e logorante, credo quindi sia importante la Sua decisione di farsi sostenere da una psicologa: qui io posso semplicemente esprimere qualche mia riflessione rispetto alla Sua mail, ma consideri che sicuramente la Sua psicologa, che La conosce e La segue da tempo, potrà aiutarla molto meglio di quanto possa fare io con queste poche righe.
Dalla Sua mail mi sembra che Lei in cuor Suo abbia chiaro cosa è necessario fare: riuscire a perdonarlo fino in fondo o farcela a staccarsi da lui. Mi pare che Lei abbia già duramente sperimentato come il continuare a stare insieme con rabbia, malessere e recriminazioni è una situazione che La porta solo a disprezzare lui e in fondo anche se stessa, facendovi stare male entrambi. E’ importante che Lei decida se lui, dopo quanto è successo, può ancora essere degno del Suo amore: se la risposta è affermativa, si sforzi di perdonarlo fino in fondo e di ri-iniziare veramente da capo per il Vostro benessere; se la risposta è negativa, credo sia necessario Vi separiate. Solo Lei può fare questa scelta.
In attesa di prendere questa decisione, che magari richiederà un po’ di tempo, mi permetta di darLe un suggerimento concreto: indipendentemente dalla soluzione per cui propende, cerchi di trovare un Suo spazio di autonomia ed indipendenza, da cui poter vedere le cose con maggior lucidità e serenità. Questo vuol dire, se possibile, andare fisicamente dalla Sua psicologa da sola e soprattutto, se riesce, trovare un posto di lavoro diverso, in un’altra azienda. So che questo può essere molto difficile e comportare delle rinunce anche significative in termini economici e di carriera, ma forse potrebbe farLe guadagnare molto in salute. Il mio consiglio in conclusione è di costruirsi le condizioni per poter scegliere in assoluta libertà e senza vincoli di sorta fra il perdono e la separazione: solo infatti se si assumerà fino in fondo e personalmente la responsabilità di questa decisione, potrà tornare ad aver fiducia innanzitutto in se stessa e a vivere una vita pienamente serena.
Ce la può fare… in bocca al lupo con affetto!


IL MIO RAGAZZO E' INSODDISFATTO (DIALOGO N.8)

Caro Dottore,

volevo chiederLe un consiglio. Ho un ragazzo di 32 anni che non è ancora riuscito a trovare un lavoro stabile. Spesso è insoddisfatto e nervoso, dice di non sentirsi per niente realizzato.Ho paura che questo suo continuo malumore possa influire anche sul nostro rapporto. Io vorrei tanto aiutarlo ma non so proprio come. Lei cosa farebbe al mio posto?

Grazie
Cristina (28 anni)

 
 
Cara Cristina,

dalla mail traspare un grande affetto per il Suo ragazzo, che purtroppo si trova ad affrontare una situazione molto comune di questi tempi anche per giovani volonterosi e in gamba.Le consiglio di continuare a volergli bene come fa ora comunicandogli, a parole e nei fatti, che Lei crede in lui e lo stima. Eviti invece di tollerare eccessivamente i suoi malumori perché questo significherebbe trattarlo come un bambino piccolo e probabilmente non farebbe che farlo sentire ancora più inadeguato. Lo aiuti quindi a dare il meglio di sé almeno nella Vostra relazione, poi gli faccia sentire quanto lui è importante per Lei: forse non si sentirà ancora completamente realizzato nel lavoro, ma potrà sicuramente percepirsi come un valido partner… e Le assicuro che non è poco! So che non è facile per nessuno di voi due, ma vedrà che, se terrete duro, presto o tardi anche la questione lavorativa si aggiusterà. In bocca al lupo ad entrambi!

 


MIO FIGLIO NON VUOLE LO PSICOLOGO (DIALOGO N.7)

Buongiorno,
vorrei gentilmente sapere il costo dei colloqui con una coppia genitoriale per problemi con il figlio adolescente (che non vuole andare dallo psicologo) e quindi di un lavoro sulle risorse genitoriali. Inoltre volevo sapere i giorni e gli orari in cui è possibile fissare il primo colloquio gratuito e senza impegno.

Cordiali saluti

Luciana (48 anni)

 
 
Buongiorno,
mi ha fatto molto piacere la Sua mail perché nel caso di ragazzi adolescenti un lavoro di supporto ai genitori risulta la maggior parte delle volte uno strumento molto prezioso ed efficace per aiutarli. I colloqui di sostegno alla coppia genitoriale che effettuo hanno generalmente una durata di circa un'ora e un quarto (o un'ora e mezza) ed un costo di € 100 ciascuno come indicato su questo stesso sito sotto il titolo “come” argomento “costo”. La frequenza viene definita in base alle esigenze specifiche, ma di solito può essere abbastanza diradata nel tempo (a seconda dei casi da una volta alla settimana ad una volta al mese). So che, con i vari impegni familiari e lavorativi, non è facile per una coppia di genitori ritagliarsi questo spazio di riflessione, per questo cerco di definire giorno e orario del colloquio in base alle necessità: indicativamente ricevo dal lunedì al venerdì, dalle 9,00 alle 19,00 ; è quindi possibile incontrarci anche nella fascia serale o in pausa pranzo. Come già sapete, è sempre previsto un primo incontro di accoglienza e conoscenza reciproca, che è completamente gratuito e senza alcun impegno. Questa è l'occasione di capire meglio se e in che modo Vi potrei essere di aiuto e di darVi maggiori elementi su cui decidere se intraprendere o meno un percorso di questo tipo. Per fissare un primo appuntamento secondo le reciproche disponibilità mi contatti direttamente sul cellulare allo 347-8003203 o in studio allo 02-29526852; su entrambe le linee quando non posso rispondere entra in funzione una segreteria telefonica, se mi lascia un messaggio con il Suo numero di telefono provvederò a richiamarLa. Cordiali saluti.

 


PAURA DI GUIDARE DOPO UN INCIDENTE (DIALOGO N.6)

Buongiorno,

sono una giovane di 34 anni che Le chiede disperatamente aiuto. Negli ultimi anni ho avuto tre incidenti automobilistici che mi hanno molto spaventato. A distanza di un mese dall’ultimo incidente ho iniziato ad provare una forte ed improvvisa paura mentre sono alla guida. Stavo guidando in autostrada con a fianco mio marito e mi trovavo nella corsia di sorpasso, quando ad un certo punto, senza alcun motivo apparente, ho sentito una paura tremenda, non riuscivo più a controllare la guida, mi sembrava che il cuore stesse uscendo dal petto, tremavo e sentivo che stavo per svenire… sono appena riuscita ad accostare nella corsia di emergenza per far guidare mio marito. Speravo fosse un episodio isolato e invece da allora, la stessa medesima situazione mi è ricapitata altre volte, sempre mentre guidavo in autostrada. Che mi succede?

Eleonora (34 anni)

 
 
Buongiorno Eleonora,

grazie innanzitutto della Sua mail e di aver voluto condividere con me il Suo stato d'animo. Immagino come debba essere difficile e doloroso, per lei e Suo marito, convivere improvvisamente con una paura di questo genere e subire le limitazioni che questo comporta nella vita quotidiana, visto anche la Sua giovane età. L'esperienza clinica dimostra però che concentrarsi su un "sintomo" di questo tipo, sforzandosi di "combatterlo" con tutte le proprie forze può essere spesso addirittura controproducente, finendo paradossalmente per intensificarlo e renderlo più cronico. Sarà forse più utile accettarlo momentaneamente come un "handicap" transitorio e inevitabile, iniziando magari invece parallelamente un percorso di psicoterapia che permetta di capire meglio il contesto in cui è nata questa difficoltà e gli equilibri che si sono andati a modificare. Per usare una metafora, se una persona ha la febbre alta, il problema non è tanto abbassare subito la temperatura (la febbre molte volte è un tentativo di soluzione al problema) quanto capire se c'è una malattia da cui l'organismo ha sentito la necessità di difendersi ed eventualmente curare prima di tutto questo aspetto. Può essere che la Sua paura di guidare in questo momento sia non tanto un "nemico da combattere", quanto un segnale da capire e un "istinto" che Le permette di proteggersi da rischi maggiori.
In bocca al lupo!

 


IL PREZZO DI UNA PSICOTERAPIA (DIALOGO N.5)

Salve,
sono una ragazza di 22 anni e ho diverse difficoltà (ansia, depressione, ecc.).Vorrei entrare in analisi e Le chiedo, se possibile, di indicarmi l'eventuale prezzo a seduta. Attendo un Suo riscontro, grazie per l'attenzione.
Anna (22 anni)
 

Gentile Anna,

grazie innanzitutto della Sua mail. In molti casi la psicoterapia può costituire un valido strumento per affrontare efficacemente l'ansia e depressione, sopratutto alla Sua età. E' però sempre importante valutare caso per caso quali possono essere le motivazioni e le aspettative rispetto ad un percorso di questo tipo.
Per esempio Lei nella sua breve richiesta si riferisce ad una "analisi" che è uno specifico termine tecnico indicante una psicoterapia ad indirizzo psicodinamico condotta da uno "psicoanalista". Non so se ha usato questo termine nel suo significato "tecnico" o più generalmente come sinonimo di "psicoterapia": io sono uno psicoterapeuta, ma non uno psicoanalista. Se ha quindi già chiaro che vuole intraprendere proprio una "psicoanalisi" può trovare un elenco dei miei colleghi dell'ambito sul sito www.spiweb.it della Società Psicoanalitica Italiana, se invece non ha ancora le idee così precise Le propongo di incontrarci. Credo infatti che la scelta dello psicoterapeuta con cui intraprendere un'eventuale psicoterapia sia molto importante e quindi propongo sempre un colloquio di accoglienza completamente gratuito. E' l'occasione per conoscerci di persona, permettermi di capire meglio le Sue esigenze e fornirle qualche informazione e chiarimento in più. Poi, anche in base a quanto emerso in questo incontro, Lei potrà decidere se intraprendere una psicoterapia con me o meno. In questo caso gli eventuali incontri successivi avranno un costo di €70 ciascuno, come indicato su questo stesso sito sotto il titolo “come” argomento “costo”. Non esiti comunque a contattarmi anche telefonicamente per qualsiasi ulteriore informazione o ancor meglio per fissare un appuntamento in cui poterci incontrare di persona. Mi può trovare in studio allo 02-29526852 o sul cellulare allo 347-8003203, in entrambi i casi quando non posso rispondere entra in funzione la segreteria telefonica: se mi lascia un messaggio provvederò a richiamarla. Cordiali saluti.

 


ANSIA E SOMATIZZAZIONE (DIALOGO N.4)

Gentile Dottore,
sarei grato per un parere. Da circa 3 anni soffro di vari disturbi fisici, tensione muscolare, bruxismo, senso di oppressione al petto, disturbi digestivi, ho difficoltà a prendere sonno e mi sveglio molto stanco, ho spesso le occhiaie e la bocca secca. Ho effettuato varie visite specialistiche tutte con lo stesso esito: somatizzazione dell'ansia, disturbo neurovegetativo o psicosmatico. In effetti questi sintomi aumentano in particolari situazioni come guidare, prendere l'aereo, etc... Non posso affatto ritenermi insoddisfatto della mia vita per cui mi piacerebbe scoprire cosa crea questi sintomi molto fastidiosi, può l'ansia provocare davvero questo? Può la psicoterapia essere d'aiuto per superarli, ho sempre evitato di ricorrere a psicofarmaci.

Grazie

Gerry (26 anni)

 
 
Gentile Gerry,
 
Lei è un ragazzo giovane e immagino come questa situazione possa essere per Lei fonte di fatica e sofferenza: grazie quindi innanzitutto per la Sua mail e per aver voluto condividere con me quello che Le sta capitando. I sintomi che Lei indica possono avere sia origini psichiche che origini organiche, oppure derivare da entrambi questi fattori. L’esito delle visite specialistiche che Lei ha già effettuato sembrano suggerire che nel suo caso i disturbi che La affliggono abbiano un’origine prevalentemente psicologica, mi sembra quindi che nello specifico una buona psicoterapia potrebbe decisamente aiutarLa a stare meglio. I sintomi spesso, per quanto spiacevoli, sono una modalità che abbiamo trovato inconsapevolmente per proteggerci da sensazioni ancora più spiacevoli e in quanto tali vanno anzitutto rispettati e compresi. In una psicoterapia potrebbe cercare di comprendere meglio cosa è successo nella Sua vita circa 3 anni fa, all’epoca della prima insorgenza dei sintomi e che funzione essi hanno avuto nell’equilibrio generale della Sua vita. Potrebbe anche essere utile approfondire meglio in quali circostanze questi disturbi aumentano e come cambierebbe la Sua vita se Lei ora potesse guidare o prendere l’aereo liberamente… andrebbe forse incontro a qualche situazione ansiogena o spiacevole? Nella Sua mail Lei ha forse commesso un piccolo “lapsus”, dice infatti “non posso affatto ritenermi insoddisfatto della mia vita”, magari voleva dire “non posso ritenermi soddisfatto”… se è così, questo errore potrebbe essere casuale, ma potrebbe anche costituire una buono spunto di partenza di cui parlare in psicoterapia… Auguri, con affetto!

 


30 ANNI SENZA MAI UNA RAGAZZA (DIALOGO N.3)

Buongiorno, ho visto il sito e vorrei avere un parere. Ho 30 anni e non ho mai avuto una ragazza. All’inizio pensavo che semplicemente non avevo ancora incontrato quella giusta, ma poi pian piano tutti quelli che conosco hanno avuto esperienze e io niente. Ultimamente ho iniziato a sentirmi talmente a disagio su questo argomento che ho inventato di aver avuto un’avventura questa estate: tutti i miei amici mi hanno fatto i complimenti, ma io mi sento sempre peggio. Sto iniziando a pensare di avere una specie di blocco e che forse l’unico modo per togliermelo e rompere il ghiaccio sarebbe andare con una prostituta, ma ho paura non sia la cosa giusta. Cosa posso fare?

Aldo (30 anni)

  
Gentile Aldo,

mi rendo conto che la situazione attuale deve essere per Lei fonte di sofferenza e angoscia, anche se Le assicuro che non è così inusuale come sembrerebbe: anche altri giovani hanno difficoltà analoghe alle Sue, ma come Lei tendono a nasconderle ed è soprattutto per questo che Le sembrerà di essere l’unico a vivere una situazione di questo tipo. Avere una relazione affettiva e poi anche sessuale è una cosa molto naturale, ma più questo tarda ad avvenire più la persona inizia a sentirsi a disagio, diventa più inibita, meno spontanea e tutto si complica. Non ho dubbi sul fatto che Lei potrebbe “rompere il ghiaccio” con una prostituta, come del resto avveniva in passato, ma dubito che questo potrebbe aiutarla a sentirsi meglio: temo anzi che potrebbe farla sentire sempre più diverso dai suoi coetanei, come se l’unico modo che avesse di procurarsi una relazione sessuale fosse di comprarla, abbassando la Sua autostima. Sarebbe utile invece che Lei, al di là della difficoltà specifica, facesse in modo di essere sempre più soddisfatto di se stesso: impegnandosi nel lavoro, vivendo delle belle relazioni di amicizia, coltivando hobby e interessi, avendo una vita bella e intensa. Più Lei riuscirà a sentirsi degno di essere stimato, apprezzato e benvoluto, più sarà facile che le sue attuali difficoltà si sciolgano come neve al sole. Se vuole può farcela anche da solo, ma se invece sente il bisogno di un compagno in questo viaggio, si può rivolgere con fiducia ad uno psicologo per avere una mano: questo non vuol dire avere “qualcosa che non va”, ma semplicemente decidere di voler fare in modo che “le cose cambino” veramente. Auguri!


 

UNA FIGLIA PER NEMICO (DIALOGO N.2)

Da qualche tempo mia figlia di 16 anni mi attacca continuamente e non le va più bene niente di quello che faccio o dico. Mio marito anziché sostenermi tende a difendere nostra figlia, dicendo che io esagero. Mi sento sempre più sola e amareggiata e a volte mi chiedo se nella mia vita non ho sbagliato tutto. Secondo Lei dovrei andare da uno psicologo?

Maria (52 anni)

 

Gentile Signora Maria,

grazie innanzitutto di aver voluto condividere con me il Suo stato d’animo. Molte altre mamme hanno sperimentato prima di Lei la situazione che sta vivendo, perché è piuttosto comune che le adolescenti cerchino una loro identità contrapponendosi ai genitori. Tanto più negli anni precedenti una figlia si sentiva vicina alla mamma, tanto più ora sente la necessità di differenziarsi da lei. Questo atteggiamento fa parte del processo di crescita e di solito è passeggero: dopo un periodo di forte identificazione Sua figlia ha forse bisogno di passare da una fase di rifiuto prima di poter riconoscere serenamente i propria identità, in parte simile e in parte diversa da quella dei genitori, ma di ugual valore. Questa momento del ciclo di vita familiare può essere faticoso per la mamma e per il papà, che è importante riescano a sostenersi a vicenda rispetto a questi cambiamenti. Andare da uno psicologo in questa situazione non è indispensabile, ma se crede alcuni colloqui per un breve percorso di counselling, da sola, o ancora meglio, insieme a suo marito, la potranno sicuramente aiutare a vivere questo periodo con maggior consapevolezza e serenità.

 


AMORE E AVVENTURE (DIALOGO N. 1)

Salve, sono una ragazza di 22 anni. Da 4 anni ho una storia bellissima con il mio ragazzo, che è stato il mio primo ragazzo in assoluto e a cui voglio un mare di bene e da cui sono attratta. Quest’estate però mentre ero in vacanza con le mie amiche ho conosciuto un tipo da spiaggia molto carino, spiritoso e che mi ha fatto un sacco di complimenti corteggiandomi. Io, pur essendo molto lusingata, ho resistito strenuamente dicendo che avevo già il ragazzo e lui, nonostante fosse un po’ deluso non ha insistito. Dopo le vacanze abbiamo iniziato a sentirci in chat e io ho sempre più voglia di lui e mi faccio anche un sacco di fantasie erotiche su come sarebbe fra noi due. Non voglio rovinare la storia con il mio ragazzo, ma sono sempre più nervosa e insoddisfatta perché non so che fare. Dormo male la notte e non riesco più a concentrarmi con lo studio. Sarebbe meglio che parlassi di tutto questo con il mio ragazzo o che provassi ad uscire un paio di volte con l’altro per conoscerlo meglio? Help!

Sara (22 anni)

Cara Sara,

capisco il Suo dilemma e La ringrazio di averlo condiviso con me, ma purtroppo nessuno può sostituirsi a Lei nel prendere decisioni al Suo posto.

Mi sembra che il problema non sia decidere se e quanto il ragazzo conosciuto al mare Le piaccia o sia adatto a Lei, ma capire che cosa desidera in questo momento dalla Sua vita. Se pensa che la relazione con il Suo ragazzo attuale potrà funzionare anche in futuro, rendendola felice e appagata, può valer la pena di investire in questo rapporto sacrificando anche delle possibili avventure, per quanto attraenti possano essere. Se invece pensa che questa “infatuazione estiva” sia il segnale di qualcosa che non va nel Vostro rapporto e che Lei in questo momento in realtà desideri altro, forse vale la pena di rifletterci seriamente ed eventualmente decidere di conseguenza. Di occasioni per intensi flirt non credo Le mancheranno, l’importante adesso è che capisca che cosa sta cercando. Buona vita!

 

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